E fuvvi un giorno che passò furiando, quel bieco fantasma della guerra; allora udissi un cozzar d'armi, un saettar di spade, un tempestar di carri e di corsieri, un grido di trionfo e un uluante urlo e colà ove fumò di sangue il campo di battaglia, un luttuoso campo santo levarsì, e un'elegia di preghiere, di pianti e di lamenti.

giovedì, aprile 06, 2006

Si sta come d'autunno ...


Siamo soldatini di piombo alla ricerca di ballerine con cui danzare ci buttiamo nell'amore stancandoci di esso e morendo per un palpito di cuore al mattino appena svegli.
Sentire il calore dell'amato vicino, stringerlo, perdersi in esso: l'Amore!
E poi?
Rabbia, dolore, lacrime non appena la porta si chiude e la distanza grida la sua forza.
Soldati dei sentimenti e delle passioni.
Soldati del corpo e del godimento.

Ultimamente mi sento recluta!